Dopo Babele

30 Agosto 2008

Schweizerdeutsch

Archiviato in: DE, dialetti — Marina @ 12:56

28 Agosto 2008

Slang DE

Archiviato in: DE — Marina @ 19:47

Alternative German Dictionary: DE-EN, volendo scaricabile come file pdf.

Bundeswehr-Lexikon.

Cyberslang: die Sprache der Internet-Generation.

Dirty Crap to Say in German: DE-EN.

German Slang Dictionary: DE-EN.

MundMische: Gossenslang, Umgangssprache und Sprichwörtern.

Schimpfwort Lexikon: Schimpfwörter aller deutschen Dialekte.

Sprachnudel: Slang der Jetztzeit.

Slang IT

Archiviato in: IT — Marina @ 19:16

Dizionario LinguaGiovani: a cura del Dipartimento di Romanistica dell’Università di Padova.

Il Gergo Telematico.

Vocabolario della lingua dei giovani italiani.

25 Agosto 2008

Idée fixe

Archiviato in: Word of the Week — Marina @ 14:45

Da Merriam-Webster Online (Word of the Day for August 22, 2008):

idée fixe noun an idea that dominates one’s mind especially for a prolonged period : obsession. The fear that he was going to be fired became such an idée fixe for Toby that he could think of nothing else.

According to The New Grove Dictionary of Music and Musicians, the term “idée fixe” was coined by French composer Hector Berlioz in 1830, who used it to describe the principal theme of his Symphonie fantastique. That reference goes on to say that, at about the same time, French novelist Honoré de Balzac used “idée fixe” in Gobseck to describe an obsessive idea. By 1836, Balzac’s more generalized use of the term had carried over into English, where “idée fixe” was embraced as a clinical and literary term for a persistent preoccupation or delusional idea that dominates a person’s mind. Nowadays “idée fixe” is also applied to milder and more pedestrian obsessions.

18 Agosto 2008

Mau-mau

Archiviato in: Word of the Week — Marina @ 11:47

Da Merriam-Webster Online (Word of the Day for August 8, 2008):

mau-mau · \MOW-mow (the “ow” is as in “cow”)\ · verb 1. To intimidate (as an official) by hostile confrontation or threats. 2. To engage in mau-mauing someone. Going downtown to mau-mau the bureaucrats got to be the routine practice in San Francisco. (Tom Wolfe, Radical Chic & Mau-mauing the Flak Catchers)

The Mau Mau was a militant secret society that operated in colonial Kenya during the 1950s. The ferocity with which Mau Mau terrorists rebelled against British rule was well-documented by national news sources, like Newsweek and Time, and by 1970 “Mau Mau” had become synonymous with “hostile intimidation,” especially when used for social or political gain. Novelist Tom Wolfe was the first to use “mau-mau” in print as a word for “intimidate.”

12 Agosto 2008

Slang EN

Archiviato in: EN — Marina @ 16:05

UK

Birmigham Slang.

Cockney Rhyming Slang.

Cockney Rhyming Slang.

Cockney Rhyming Slang Dictionary.

Glesga Glossary: slang from Glasgow.

London Slang: c’è anche il rhyming slang.

Slang Dictionary: English slang and colloquialisms used in the United Kingdom.

Slang Dictionary.

Victorian Slang Glossary: 19th century British slang – lower class and underworld.

USA

alphaDictionary.com: historical dictionary of American slang.

AmeriSpeak: expressions of our American ancestors.

Bay Area Hip Hop Dictionary.

Seattle Lexicon.

Silicon Valley Slang.

Slang City.

Slang Dictionary.

Slang Dictionary.

Slang Dictionary.

Slang Search: you can browse the dictionary by category or by alphabet.

SlangSite.com: with examples.

The Online Slang Dictionary.

Urban Dictionary.

Australia

Aussie Slang.

Aussie Slang.

Aussie Slang and Sayings.

Aussie Slang Dictionary.

Australian English Slang Dictionary.

Australian Slang.

Dagree’s Great Aussie Slang.

List of Australian Slang Words.

Ireland

Dublin Slang Dictionary and Phrase-book.

Irish Slang.

Irish Slang Dictionary.

Slang Throughout Ireland.

New Zealand

Kiwi Slang.

South Africa

RSA Slang.

Drugs

A Dictionary of Slang Drug Terms: with trade names, and pharmacological effects and uses (file pdf).

Drug Slang and Street Language.

Drug Slang & Terminology Vault.

Methamphetamine Slang Names.

Slang Drug Terms.

Street Drug Slang.

Street Terms: anche in versione pdf.

The Drunktionary: collection of slang terms for “drunk”.

GLBT & Sex

Dictionary of Queer Slang and Culture.

Gay Slang Dictionary.

Glossary of Gay Slang Terms.

Polari: British gay slang language, common in the 1960’s.

Queer Slang in the Gay 90’s.

Starma’s Adult Humor: sexual euphemisms.

Internet

Internet Slang.

Internet Slang Dictionary.

List of Internet Slang Phrases.

Military

Aviator Slang.

British Colonial Military Terms and Soldier Slang.

Glossary of Military Terms & Slang from the Vietnam War.

Great War Military Terms and Soldier Slang.

Naval Terminology, Jargon and Slang (qui c’è la parte 2).

U.S. Navy Slang.

Vietnam Veteran’s Terminology and Slang.

Various

60’s Slang.

Alternative English Dictionary.

Antarctic Slang.

Double-Tongued Dictionary: a lexicon of fringe English, focusing on slang, jargon and new words.

English Slang Dictionary.

Gangster Slang.

Hardboiled Slang.

Hard Boiled Slang Dictionary.

Jazz Slang.

Playground Slang.

Roadie Slang.

The Probert Encyclopedia Slang Dictionary: covers over 16,000 English language slang and dialect terms from around the world.

10 Agosto 2008

Gamine

Archiviato in: Word of the Week — Marina @ 12:41

Da Dictionary.com (Word of the Day for Tuesday, July 22, 2008):

gam·ine: noun 1. A girl who wanders about the streets; an urchin. 2. A playfully mischievous girl or young woman.

Gamine comes from the French. A boy who wanders about the street is a gamin.

7 Agosto 2008

Doppiaggio

Archiviato in: appunti — Marina @ 12:00

In linea teorica non sono un’amante della pratica del doppiaggio dei film – pratica, peraltro, poco utilizzata dagli altri paesi europei. Mi piace sentire gli attori recitare in lingua originale, anche se non è detto che io colga perfettamente quello che dicono. Mi piacerebbe, inoltre, come modo per imparare le lingue fin da piccoli: ci si abitua al suono della lingua, si guardano i sottotitoli, si associa e si fa pratica.

Naturalmente, questo vale soprattutto tenendo conto del fatto che la maggior parte dei film che vediamo viene da Hollywood ed è perciò recitata in inglese, che è la lingua più diffusa, mentre con i film, ad esempio, giapponesi sarebbe un tantino più problematico, per non parlare poi dei problemi che dovrebbero affrontare le persone che non sanno la lingua e che quidi in nessun modo riescono a seguire i dialoghi, o degli anziani, che magari farebbero fatica a star dietro ai sottotitoli…

Nel libro che sto leggendo (Manuale di traduzioni dall’inglese, curato da Romana Zacchi e Massimiliano Morini e uscito per Bruno Mondadori nel 2002), Sylvia Notini riporta nel suo saggio stralci da un’intervista alla regista Claire Peploe, apparsa sul “Corriere della Sera” il 6 settembre 2001, in merito al film Il trionfo dell’amore, nel quale all’americana Mira Sorvino era stato richiesto di recitare con accento inglese.

Dice la Peploe: «Una barbarie che esiste solo qui e in pochi altri Paesi [...] A una nazione civile non verrebbe mai in mente di snaturare lo spirito di un’opera strappando agli attori le loro voci e le loro interpretazioni. Il mio è un film di recitazione: conta ogni piccola inflessione, ogni sfumatura, ma tutto verrà distrutto e appiattito da un italiano omogeneizzato». (L’articolo per intero si può leggere qui).

Anche Bernardo Bertolucci, riporta la Notini, «ebbe da commentare sulla questione, ricordando il suo disappunto quando in Ultimo tango a Parigi Marlon Brando, un americano, e Maria Schneider, una francese, furono doppiati nella stessa lingua per il pubblico italiano, facendoli così diventare “connazionali”, e cambiando il significato del film».

Ma, riflette la Notini, «Se è difficile o forse impossibile tradurre una parlata nel doppiaggio di un film, non è forse anche difficile o impossibile tradurre le differenze culturali nel trasporre un testo in una seconda lingua?»

Nel libro c’è anche un saggio di Rosa Maria Bollettieri Bosinelli, interamente dedicato alla traduzione per il cinema, dal quale mi pare interessante citare due passaggi:

«Non è poi così diverso dall’atteggiamento che ci consente di leggere tanta letteratura straniera in traduzione».

«Pasolini sosteneva che dopo aver impiegato anche un’intera settimana per decidere un’inquadratura e studiarla in tutti i minimi particolari, metterci sopra una scritta [un sottotitolo] avrebbe significato rovinare tutto il lavoro e avrebbe coperto parte del senso dell’inquadratura. [...] Nei casi in cui la lingua originale del film sia totalmente sconosciuta, un buon doppiaggio resta la soluzione migliore».

Insomma, resta una questione soggettiva, ma in effetti bisognerebbe riflettere sul fatto che doppiare un film e tradurre un libro non sono due cose diverse, perciò se si accetta la possibilità della traduzione si dovrebbe accettare anche la possibilità del doppiaggio. Molto si perde, ma molto altro si guadagna, forse.

4 Agosto 2008

Tradurre poesia

Archiviato in: appunti — Marina @ 14:47

Circola ancora il luogo comune secondo il quale tradurre poesia è un compito difficile se non impossibile, perché, si afferma, la poesia è ciò che si perde nel processo stesso della traduzione. Dal momento che la poesia è la forma di scrittura che presenta la massima concentrazione di elementi significativi, solo un poeta, secondo molti, può tradurla. In altre parole, la poesia viene in genere considerata l’emanazione diretta della personalità di chi la scrive: un esempio non di comunicazione io-egli (scrittore-lettore), ma di comunicazione io-io (scrittore-scrittore), nel quale, di conseguenza, tutto diventa importante, dalla coesione testuale alla sistemazione grafica delle parole sulla pagina, per non parlare della componente fonetica. La poesia, quindi, andrebbe trasportata interamente nella lingua in cui si traduce, compensando eventuali perdite con altrettante aggiunte.

In realtà, quello dell’intraducibilità della poesia è un falso problema. Il fatto che ogni componimento poetico, come qualsiasi manifestazione linguistica, sia unico e irripetibile, non ha mai impedito agli uomini di cercare di trasporre versi nella propria lingua. Inoltre, se è vero che il traduttore di poesia deve possedere qualche qualità di poeta, e possibilmente avere una discreta conoscenza della poesia scritta nella propria lingua, è altrettanto vero che il poeta, per tradurre bene, deve essere buon traduttore. Accade troppo spesso di imbattersi in traduzioni “poetiche” piene di errori e fraintendimenti. Le capacità compositive che il traduttore possiede nella lingua d’arrivo sono inutili se non c’è a monte un’ottima comprensione della lingua di partenza, nonché un’abilità di traduttore che è connessa ma non coincidente con quella poetica, e che comprende varie sottoabilità (saper decidere a che livello del discorso tradurre, saper usare i dizionari, ecc.).

Va anche detto che non sempre la poesia è “poetica” nel senso appena delineato: non sempre, ovvero, la poesia è comunicazione io-io, espressione lirica immediata dell’interiorità dell’autore. Si ha poesia ogni qual volta una composizione di segni sia suddivisa in unità ritmiche (versi). Per il resto, la poesia può essere utilizzata per qualsiasi scopo, come dimostra l’impiego estensivo che ne fanno i pubblicitari, e contenere qualsiasi cosa, come si vede confrontando opere di generi ed epoche diversi. Si tratta perciò di chiedersi, in ogni occasione, quali sono gli elementi più importanti di una poesia: questi andranno tradotti con la massima precisione possibile, mentre del resto si cercherà di salvare il salvabile. Non bisogna quindi disperare di fronte all’impossibilità di riprodurre esattamente lo stesso effetto che il testo nella lingua di partenza produce sul lettore, ma scegliere la linea di minor danno o di minor resistenza. Per semplificare, in certi casi occorre occuparsi del senso, e sperare che i suoni si mettano a posto da sé; per altre poesie è vero invece il contrario.

Massimiliano Morini, “Tradurre poesia (1): poesia inglese e americana”, in Romana Zacchi – Massimiliano Morini (a cura di), Manuale di traduzioni dall’inglese, Bruno Mondadori, Milano 2002.

2 Agosto 2008

In-between

Archiviato in: Word of the Week — Marina @ 15:45

Da Dictionary.com Unabridged (v. 1.1):

in-between: noun Also, in-betweener. 1. A person or thing that is between two extremes, two contrasting conditions, etc.: yeses, noes, and in-betweens; a tournament for professional, amateur, and in-between. 2. A person who handles the intermediary steps, as in a manufacturing or sales process.
adjective 3. Being between one thing, condition, etc., and another: a coat for in-between weather.
[Origin: 1805–15]

in-betweenness, noun.

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